Pensione a 62 anni: ecco chi può ottenerla con il nuovo decreto

La pensione a 62 anni è ora una realtà per una parte dei lavoratori italiani, introdotta dal nuovo decreto che ridefinisce i criteri per il pensionamento anticipato. Questa possibilità ha suscitato grande interesse, soprattutto tra chi desidera godersi il tempo libero dopo una lunga carriera. Ma non tutti possono accedere a questa misura: vediamo insieme chi ne ha diritto, i requisiti da rispettare e i vantaggi collegati.
Chi può richiedere la pensione a 62 anni secondo il nuovo decreto?
Il nuovo decreto pensione 62 anni stabilisce precisi criteri di accesso, rivolgendosi in particolare ai lavoratori del settore privato e pubblico che soddisfano determinati requisiti anagrafici e contributivi. Non è un’opzione automatica per ogni cittadino, ma una possibilità riservata a chi ha maturato una carriera contributiva continuativa e significativa.
Secondo le stime dell’INPS, circa il 18% dei lavoratori attivi potrebbe rientrare nei parametri previsti dal decreto. Sono inclusi lavoratori dipendenti, autonomi e, in alcuni casi, anche i parasubordinati. Esclusi invece coloro che hanno interruzioni contributive prolungate o carriere discontinue.
Quali sono i requisiti necessari per accedere alla pensione anticipata?
Per ottenere il pensionamento anticipato a 62 anni occorrono requisiti stringenti. Il principale riguarda la contribuzione: servono almeno 41 anni di contributi effettivi, senza periodi figurativi superiori a 2 anni. Questo limite è stato fissato per garantire che il beneficio premia chi ha avuto una carriera lavorativa solida e ininterrotta.
Altri requisiti pensione a 62 anni includono:
- Essere in regola con i versamenti previdenziali obbligatori (INPS o altri enti gestori).
- Non percepire già trattamenti pensionistici diretti, né in Italia né all’estero.
- Non essere titolare di pensione anticipata per invalidità o altri istituti speciali.
Per alcune categorie, come lavoratori gravosi o usuranti, sono previste deroghe: in questi casi il requisito contributivo può scendere a 35 o 36 anni, ma solo a fronte di condizioni lavorative particolarmente difficili.
Vantaggi e svantaggi della pensione a 62 anni
Il pensionamento anticipato offre la prospettiva di lasciare il lavoro prima dell’età pensionabile ordinaria (che resta fissata a 67 anni). Tra i vantaggi della pensione a 62 anni spiccano il maggior tempo libero, la possibilità di dedicarsi alla famiglia o a passioni trascurate, e una migliore qualità della vita negli anni della maturità.
Tuttavia, bisogna mettere in conto alcuni svantaggi:
- L’importo dell’assegno può risultare inferiore rispetto a chi resta in servizio più a lungo.
- Il coefficiente di trasformazione applicato a 62 anni è più basso, con un impatto diretto sull’importo mensile.
- Alcune prestazioni accessorie (come il TFR/TFS) potrebbero essere erogate con tempistiche più lunghe.
La scelta di anticipare il pensionamento va quindi ponderata, considerando attentamente la propria situazione contributiva e le aspettative di reddito futuro.
Come funziona il calcolo della pensione per chi si ritira a 62 anni?
Il calcolo dell’assegno si basa sul sistema contributivo puro, applicato a chi si ritira in anticipo rispetto all’età pensionabile ordinaria. L’importo dipende dalla somma dei contributi versati e dal coefficiente di trasformazione relativo all’età di uscita dal lavoro.
Per chi opta per la pensione anticipata a 62 anni, il coefficiente di trasformazione (che per il 2024 è pari a 4,661%) viene applicato sull’ammontare della montante contributiva. Più si anticipa l’uscita, minore sarà il coefficiente e, di conseguenza, l’importo mensile percepito.
È possibile simulare la propria pensione tramite i servizi online INPS. In ogni caso, il nuovo decreto prevede che nessuno possa ricevere un importo inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale, garantendo così una soglia minima di tutela.
Quali sono le tempistiche per ottenere la pensione anticipata a 62 anni?
Una volta maturati i requisiti, la domanda deve essere presentata all’ente previdenziale di riferimento (INPS o altro). La finestra temporale per l’uscita varia:
- Per i lavoratori dipendenti privati: 3 mesi dalla maturazione dei requisiti.
- Per i dipendenti pubblici: 6 mesi dalla data di perfezionamento dei requisiti.
- Per gli autonomi: 3 mesi, salvo deroghe previste dal decreto.
Il nuovo decreto stabilisce inoltre che, a partire dalla data di presentazione della domanda, la liquidazione dell’assegno avvenga entro 60 giorni, salvo richieste di documentazione integrativa o verifiche straordinarie.
Il pensionamento anticipato a 62 anni rappresenta quindi una concreta opportunità per chi desidera un nuovo ritmo di vita, ma richiede una pianificazione attenta e la verifica puntuale di tutti i requisiti.
Massimo Parisi
Dottore Commercialista, Revisore Legale dei Conti
Dottore Commercialista e Revisore Legale iscritto all'ODCEC di Torino dal 2009. Gestisce uno studio associato specializzato in fiscalità d'impresa, successioni e pianificazione patrimoniale. Consulente per PMI e professionisti su agevolazioni fiscali, bonus edilizi e adempimenti tributari. Autore di articoli per riviste di settore e relatore presso associazioni di categoria.