Bollo auto: le quattro categorie di pensionati che non pagheranno dal 2026

Dal 2026 il bollo auto non sarà più un obbligo per alcuni pensionati italiani: una svolta che coinvolgerà decine di migliaia di famiglie. La nuova normativa introduce quattro categorie di pensionati esenti dal pagamento, sollevando chi rientra nei parametri da una spesa fissa annua che pesa su tanti bilanci. Scopri subito chi potrà beneficiare di questa importante esenzione e quali sono i requisiti da rispettare.
Quali pensionati non pagheranno il bollo auto?
La riforma attesa per il 2026 porterà un cambiamento significativo nella gestione del bollo auto. Saranno quattro le categorie di pensionati che, rispettando specifiche condizioni, non dovranno più versare la tassa automobilistica regionale. L’obiettivo è sostenere chi si trova in situazioni di particolare fragilità economica o sociale, alleggerendo il peso delle spese fisse legate alla mobilità personale.
Le categorie di pensionati esenti dal bollo sono state individuate in base a criteri di reddito, condizioni di salute e tipologia di pensione percepita. Se fai parte di uno di questi gruppi, potresti non dover più preoccuparti della scadenza annuale del pagamento.
Non si tratta di una semplice agevolazione temporanea, ma di un’esenzione strutturale che punta a garantire maggiore equità e sostegno a chi ne ha davvero bisogno. Vediamo nel dettaglio chi rientra tra i pensionati che non pagano il bollo e quali condizioni servono per accedere a questo diritto.
Le categorie di pensionati esenti: quali sono?
La normativa individua quattro categorie di pensionati esenti dal bollo. Ecco quali sono e che caratteristiche devono avere:
- Pensionati con invalidità civile superiore al 74%: Se possiedi un riconoscimento ufficiale di invalidità civile pari o superiore al 74%, rientri automaticamente tra i beneficiari dell’esenzione. Questo vale sia per i titolari di assegno ordinario di invalidità che per chi percepisce una pensione di inabilità totale.
- Pensionati titolari di accompagnamento: Se ricevi l’indennità di accompagnamento per gravi disabilità, hai diritto all’esenzione dal pagamento della tassa automobilistica sull’auto intestata a te o a un familiare che ti ha fiscalmente a carico.
- Pensionati con reddito annuo basso: È prevista l’esenzione anche per chi percepisce una pensione inferiore a una soglia fissata annualmente (nel 2026 si parla di una soglia intorno ai 10.000 euro lordi annui, ma il dato verrà confermato con il testo definitivo della legge). La misura è destinata a chi non gode di altri redditi rilevanti e possiede solo un veicolo ad uso personale.
- Superstiti titolari di pensione reversibilità: Se percepisci una pensione di reversibilità e non hai altri redditi oltre a questa prestazione, potresti rientrare tra le categorie esenti, ma solo se il tuo reddito rientra nei limiti fissati e se sei proprietario di un solo veicolo.
Queste categorie sono state individuate per sostenere le persone più vulnerabili, con l’obiettivo di garantire una maggiore inclusività sociale e ridurre le disparità legate all’età, alla salute e al reddito.
Requisiti per l’esenzione dal bollo per pensionati
Per poter accedere all’esenzione, oltre all’appartenenza a una delle quattro categorie indicate, è necessario rispettare alcune condizioni aggiuntive. La principale riguarda la titolarità e l’uso del veicolo: l’auto deve essere intestata al pensionato stesso oppure, nel caso di persone con disabilità grave, può essere intestata a un familiare che abbia fiscalmente a carico il pensionato.
Nel caso dei pensionati con reddito basso o titolari di pensione di reversibilità, l’esenzione vale solo per un veicolo ad uso esclusivo e personale. Non sono ammessi, ad esempio, veicoli intestati a società, a terzi o utilizzati per attività commerciali. Inoltre, il possesso di altri beni di lusso o redditi aggiuntivi potrebbe far decadere il diritto.
Per i pensionati con invalidità o titolari di indennità di accompagnamento, la condizione di disabilità deve essere certificata da apposita commissione medico-legale e risultare nei registri INPS. In caso di variazione della situazione personale (esempio: miglioramento delle condizioni di salute, superamento dei limiti di reddito) l’esenzione può essere revocata l’anno successivo.
Come richiedere l’esenzione dal pagamento del bollo
La procedura per ottenere l’esenzione bollo auto per pensionati sarà semplificata e digitalizzata dal 2026. Dovrai presentare domanda presso l’ente regionale competente (ad esempio, ACI o Agenzia delle Entrate, a seconda della regione di residenza), allegando i documenti che attestano il diritto all’esenzione.
I principali documenti richiesti includono:
- Certificato di pensione o attestazione INPS
- Documentazione che attesta l’invalidità o la titolarità dell’indennità di accompagnamento, se previsto
- Attestazione ISEE aggiornata, per chi rientra nei limiti di reddito
- Copia del libretto di circolazione del veicolo
- Stato di famiglia, se l’auto è intestata a un familiare
La richiesta potrà essere fatta sia online, tramite i portali regionali, sia in modalità cartacea presso gli sportelli abilitati. Una volta accertato il possesso dei requisiti, l’esenzione sarà valida a partire dall’anno di presentazione della domanda. In alcuni casi, se hai già beneficiato di agevolazioni in passato, l’esenzione potrebbe essere riconosciuta automaticamente senza bisogno di ripresentare la domanda ogni anno.
Cosa cambia davvero per i pensionati dal 2026?
L’introduzione dell’esenzione bollo auto per pensionati rappresenta una novità rilevante. Oltre all’impatto economico diretto — il risparmio stimato può andare dai 150 ai 400 euro all’anno, a seconda della regione e della potenza dell’auto — questa misura riconosce il valore sociale della mobilità. Per molti pensionati, l’auto è l’unico mezzo per mantenere l’autonomia, accedere a servizi e cure e restare attivi nella comunità.
Se rientri tra le categorie di pensionati esenti dal bollo, ti consigliamo di verificare già nei prossimi mesi la tua posizione contributiva e previdenziale, di tenere aggiornata la documentazione e di informarti presso la tua regione sulle modalità operative per la richiesta. Le regole potrebbero subire piccoli aggiustamenti in base alle decisioni delle singole amministrazioni locali, ma la struttura dell’esenzione sarà uniforme su tutto il territorio nazionale.
Infine, resta sempre aggiornato sulle eventuali modifiche legislative: la tua situazione personale potrebbe cambiare e, con essa, anche il diritto all’esenzione. Grazie a questa innovazione, dal 2026 molte famiglie potranno contare su un aiuto concreto e su una spesa in meno da affrontare ogni anno.
Massimo Parisi
Dottore Commercialista, Revisore Legale dei Conti
Dottore Commercialista e Revisore Legale iscritto all'ODCEC di Torino dal 2009. Gestisce uno studio associato specializzato in fiscalità d'impresa, successioni e pianificazione patrimoniale. Consulente per PMI e professionisti su agevolazioni fiscali, bonus edilizi e adempimenti tributari. Autore di articoli per riviste di settore e relatore presso associazioni di categoria.